uroflussometriaEsame

L’uroflussometria rappresenta l’indagine urodinamica più semplice e meno invasiva: essa consiste infatti nell’urinare in un apposito strumento, appunto il flussometro, che ha le sembianze di un normale water, ma che in realtà, attraverso una tecnologia elettronica, permette di misurare il flusso minzionale momento per momento e di riprodurlo in forma grafica. E’ importante che la minzione sia il più possibile “normale”, eseguita quindi con un normale stimolo ad urinare: vesciche troppo vuote o troppo piene non permettono di avere dei dati attendibili.
A tale scopo è necessario arrivare al momento dell’esame con la vescica confortevolmente piena: in linea di massima si potrà urinare circa un’ora prima dell’esame e bere almeno mezzo litro di acqua. Il riempimento della vescica dipende però da molteplici fattori (quantità di liquidi bevuti, temperatura esterna, uso di farmaci, stato di tensione psichica) e non è facile dare dei suggerimenti che vadano bene per tutti.
Dopo l’esecuzione dell’esame verrà valutato ecograficamente il “residuo post-minzionale” cioè la quantità di urina che rimane in vescica dopo aver urinato.

A cosa serve l’uroflussometria?

È considerato l’indagine di prima istanza nell’iter diagnostico funzionale strumentale urologico, in quanto consente di tracciare un profilo minzionale del paziente. E indicata in tutti i pazienti che riferiscono sintomi della fase dello svuotamento vescicale, con alterazioni del flusso minzionale, tipicamente ad esempio il paziente con sintomi del basso tratto urinario associati ad ipertrofia prostatica.

Preparazione

Un’ora prima dell’esame svuotare completamente la vescica e bere subito dopo 1 litro d’acqua in 15 minuti.
Non svuotare la vescica prima dell’esecuzione dell’esame.

Diagnostica

Urologia

Dott. Francesco Lafranceschina